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La famosa pasta italiana. Parte 2

Le sostanze tossiche all’interno della pasta

Secondo l’analisi portata a termine da GranoSalus, i livelli riscontrati di DON all’interno della pasta sono da ritenersi pericolosi. Il DON è un composto da considerarsi totalmente tossico (possibilmente cancerogeno secondo lo IARC) e viene creato da alcune particolari specie di funghi conosciuti come Fusarium. Questa sostanza chimica è spesso presente in grani provenienti da Paesi come il Canada (a causa delle condizioni di umidità), e da ogni areale presente sul 45º parallelo dove le condizioni climatiche non garantiscono l’opportunità di asciugare in modo perfetto il grano, come è invece possibile nelle zone del sud, grazie al clima secco.

L’associazione dà quindi per scontato che le compagnie sopraccitate utilizzino costantemente una prassi che permette loro di miscelare grani contaminati e grani prodotti in Italia e di conseguenza privi di contaminazione, in modo da restare all’interno dei limiti imposti dalla legge. Si tratta in ogni caso di una prassi completamente vietata dall’Unione europea, secondo l’Art. 3 Reg. CE 1881/2006.

Per quanto riguarda il glifosato, si tratta di una sostanza chimica vietata ormai dall’agosto 2016 in tutta Europa. Stiamo parlando si un semplice diserbante, probabilmente il più diffuso del pianeta. Si tratta però di un diserbante con alto residuo e grande tossicità. Le grandi compagnie agricole utilizzano il glifosato per garantirsi la possibilità di far germogliare e crescere il grano duro anche in condizioni particolarmente umide, l’aspetto negativo riguarda il fatto che questa sostanza lascia dei residui all’interno del grano, e questi sono stati rivelati dai test eseguiti sui campioni di pasta prodotta dalle principali aziende italiane della pasta.

Bisogna evidenziare il fatto che questa sostanza chimica è davvero presente in tantissimi cibi dei quali ci alimentiamo costantemente, il fatto è che esistono dei limiti imposti a livello legislativo e dei limiti che possono essere tollerati dal metabolismo umano. Tutto sta a comprendere che dosi di contaminati sono presenti al momento all’interno della pasta della quale ci alimentiamo giorno dopo giorno.

Il cadmio è invece un metallo pesante che risulta nocivo per l’essere umano, principalmente per i reni. Inoltre, questa sostanza chimica è anche in grado di generare demineralizzazione ossea e per questa ragione l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro ha classificato il cadmio come sostanza cancerogena.

Bisogna sottolineare che il cadmio è in ogni caso presente all’interno di molti alimenti che vengono consumati quotidianamente, in questo senso l’Autorità europea per la sicurezza alimentare ha deciso di ridurre la dose settimanale che è possibile assumere senza riscontrare effetti collaterali, portandola a 2,5 µg per ogni chilo di peso.

Ora le domande sorgono spontanee, cosa sta succedendo? Qual è la verità? È realmente possibile che l’anima del commercio e del guadagno porti queste compagnie a frodare e avvelenare gli italiani? Ai posteri l’ardua sentenza.